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Abusi

sabato 26 novembre 2011

Cronaca di una visita a una bella villetta in vendita, fatta un paio di settimane fa. Planimetrie in mano, avevo già fatto il tour attorno alla casa assieme alla proprietaria prendendo foto e facendo le domande di rito. Poi finalmente siamo entrati in casa, e ne ero felicissimo visto che faceva un freddo cane.

– Ecco il soggiorno, un bel colpo d’occhio vero?

Era grande, pieno di finestre che illuminavano un mobilio non banale. Bello, effettivamente. Ma i miei occhi si sono soffermati su un particolare. Un particolare grosso. Ho guardato la planimetria, riguardato il particolare, e poi di nuovo la planimetria.

– Signora, ma quel buco nel soffitto? Con la scala a chiocciola?

– Ah, l’ha notata! Abbiamo fatto tutto l’anno scorso. Porta alla mansarda. Non ha idea di quanto abbiamo pagato quella scala, è in legno pregiato, tek, lo conosce?

– Sì ne ho sentito parlare. Maaa… diceva mansarda, giusto? Nel senso di abitabile? Perché dal progetto dovrebbe essere una soffitta.

– Sì sì, era solo una soffitta ma vedrà come l’abbiamo sistemata.

Prima di salire mi sono guardato attorno. Quell’apertura nel soffitto era enorme, e io non sono né geometra né architetto, ma mi sembrava strutturalmente risqué, diciamo. Aveva già un piede sul primo gradino ma l’ho fermata – Signora, perdoni, una domanda: le planimetrie che mi ha dato sono le ultime? Non ne ha una copia con le variazioni?

Secca. – No, queste sono le carte originali.

Ho annuito, anche se iniziavo a sentire odore di problemi. Siamo saliti in mansarda.

– Ecco, visto che meraviglia?

Il soffitto era basso, tanto che dovevo stare quasi sempre con la testa un po’ piegata. E non sono un giocatore della NBA. Abbastanza scomoda per essere una meraviglia.

– Abbiamo rifatto il pavimento, creato due stanze e un bagno. Scala compresa, ci è costato trentamila euro, e solo perché i lavori li ha fatti mio zio, altrimenti chissà quanto avremmo speso. È stato un investimento, ma credo che aumenti di non poco il valore dell’immobile, lei che dice?

– Avete fatto un gran lavoro signora, anche se…

Mi ha guardato socchiudendo gli occhi, in attesa del seguito di quell’incipit, apparentemente poco gradito.

– Il problema, risolvibile eh, è che prima di mettere in vendita la casa le planimetrie andrebbero aggiornate e presentate al catasto. E beghe burocratiche a parte, non sarebbe male anche fare una verifica strutturale per capire se il taglio nel soffitto non abbia alterato…

Al che mi ha interrotto bruscamente – Senta un po’, secondo lei ho voglia di spendere dei soldi per una casa che voglio vendere?

– Signora, capisco che sia una rottura, ma…

– Ascolti, niente ma. Questa è la casa, queste sono le carte. Se la vuole vendere bene, altrimenti chiamo un’altra agenzia. Ma guarda un po’, non è il vostro lavoro vendere case? Le pare questa la professionalità?

– Signora, vedo che l’ha presa di petto. Adesso le spiego quali sono i problemi che vedo io, poi decida lei cosa fare.

  • Quel taglio che avete nel soffitto è enorme, e c’è la possibilità che abbia indebolito la struttura.
  • La mansarda, come lei la chiama, in realtà è ancora una soffitta. Non ha sufficiente cubatura, e nonostante il pavimento in cotto, i due divani e un bagno per gente molto bassa, rimane una soffitta.
  • La villa è bellissima, ma per quanto riguarda l’abuso edilizio (perché questo è) dubito fortemente che riuscirà mai a recuperare i soldi spesi.
  • Inoltre deve sperare che l’ufficio del catasto non esca a fare controlli, altrimenti si prepari a un bel salasso.
  • Il mio spassionato consiglio è quello di giocare di anticipo e chiamare un architetto per la verifica strutturale, regolarizzare le planimetrie, e dimenticarsi di quei trentamila euro.

Dopo avermi detto un grazie che suonava più come un vaffanculo mi ha accompagnato alla porta. Senza neanche farmi finire il sopralluogo. Non l’ho più sentita da allora.

Qualche giorno dopo, passando davanti alla villetta, ho visto il cartello di un’altra agenzia. C’è chiaramente gente che ha più pelo sullo stomaco di quanto non ne abbia io. Ma forse hanno ragione loro: viviamo in un paese dove la gente costruisce su vulcani e scogliere, e io mi faccio problemi per un soffitto tagliato a sentimento e una mansarda per gente bassa? La scala era comunque davvero bella, e soprattutto solida: acciaio e tek spesso cinque centimetri. Dovesse per qualche motivo crollare tutta la villetta, quella scala sarebbe l’unica cosa a restare in piedi.


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