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Sordomuti

sabato 20 luglio 2013

Si sarebbe tentati di immaginare che i sordomuti siano silenziosi, e in effetti ciò non è del tutto falso. Tuttavia…

Mesi fa, un distinto signore somigliante al famoso, per chi è nato non più tardi del 1992, Federico Fazzuoli, presentatore storico di Linea Verde, si è presentato nel nostro ufficio. Ha iniziato a parlare con una voce stranissima e acuta ma, facendo un minimo sforzo, comprensibile, e ci ha spiegato che era il presidente dell’associazione sordomuti locale. Anche lui era chiaramente sordomuto, e ci ha chiesto se eravamo disponibili a ricevere alcuni dei suoi associati, per aiutarli a trovare casa.

Naturalmente abbiamo accettato di buon grado, che problemi avrebbero mai potuto esserci? Va detto che non tutti i sordomuti riescono a farsi capire con la chiarezza di Roberto, ma dove non si arriva con parole o gesti, ci si può aiutare con foglio di carta e penna, no?

E non so perché Roberto abbia scelto noi, forse le altre agenzie erano meno “pazienti” della nostra, o forse gli siamo piaciuti di più a pelle, ma tant’è che il suo endorsement ci ha portato parecchi clienti affetti da sordomutismo, e con loro almeno un paio di storie divertenti.

Dicevo all’inizio della presunta silenziosità dei sordomuti, della quale eravamo sinceramente convinti anche io e Alessandro. Almeno fino a quando siamo riusciti ad affittare un bell’appartamento a marito e moglie, freschi di nozze ed entrambi senza udito dalla nascita, e quindi con serie difficoltà nel parlare in modo comprensibile, più di quelli che hanno perso l’udito a poco a poco.

Dopo pochi giorni, i dirimpettai, anche loro nostri clienti, ci hanno chiamato per dirci che la nuova coppia era rumorosissima e che non riuscivano a dormire. Abbiamo spiegato che stavano ancora finendo il trasloco, e che a breve la situazione si sarebbe normalizzata.

Ma è passato ancora qualche giorno, e la situazione non si era normalizzata per un cazzo. Questa volta ci ha chiamato la signora che abitava sotto di loro, lamentando casino a ogni ora del giorno – Ragazzi, ma chi mi avete messo qui sopra?!

Al che ci siamo chiesti – Ma checcazzo, sono sordomuti, Dovessero anche litigare che rumore potranno mai fare?

Poi abbiamo capito. La signora ci ha spiegato che in effetti di voci non ne ha mai sentite, e che il problema è la televisione a volumi assurdi anche di notte, TUTTA la notte, e poi le porte sbattute, e i tacchi indossati a ogni ora del giorno e della sera. Insomma urlare non urlano, ma neppure sentono il casino che fanno, e ne fanno tanto.

Dopo una chiacchierata con Roberto e la giovane coppia, alcune dritte sulle regole condominiali e qualche feltrino per evitare lo sbattimento di porte e infissi, l’allarme è rientrato quasi da un giorno all’altro.

La settimana scorsa invece, in una tanto limpida quanto rara mattina d’estate padana, con l’asfalto ancora bagnato dall’acquazzone della notte prima, quelle giornate che profumano di fresco, cappuccino e solo-belle-notizie, ricevo un SMS dal marito di un’altra coppia di sordomuti.

Avevamo conosciuto questa coppia qualche mese prima: lei riusciva anche a esprimersi a voce in qualche modo, mentre lui giusto rari vocalizzi quasi incomprensibili, gesti, e ovviamente carta e penna. Avevamo loro affittato un grande appartamento che si erano arredati per bene, erano regolari coi pagamenti, e non rumorosi. Tutto perfetto.

Il messaggio ricevuto diceva che era successo un disastro a casa: si erano rovinati tutti i mobili, e bisognava trovare velocemente una soluzione col proprietario. Non capivo cosa potesse essere successo, quindi gli ho risposto proponendomi di andare a vedere.

Ma non era necessario, stava già venendo in ufficio lui stesso, quindi mi metto sulla porta ad aspettarlo, per godermi ancora un po’ di cielo azzurro prima di tuffarmi nei primi casini della giornata.

È arrivato dopo pochi minuti e gli ho fatto cenno di entrare. Serio e accigliato, si è seduto al tavolo e mi ha fatto vedere qualche foto scattata col telefono.

Il soggiorno era un lago, i tappeti erano zuppi, e i mobili Ikea avevano assorbito abbastanza acqua da iniziare a gonfiarsi. Ho pensato immediatamente a una tubatura condominiale esplosa, ma la spiegazione era decisamente meno tecnica.

Semplicemente, la notte prima lui e sua moglie erano andati a letto presto, e vista la calura avevano pensato di lasciare finestre e portefinestre del soggiorno aperte. Peccato che dopo poco, quando loro già dormivano della grossa, è arrivata la tempesta del secolo, con vento, pioggia torrenziale, fulmini e tuoni. Ovviamente, loro non avevano sentito niente.

Si sono svegliati alle otto circa con le pantofole che galleggiavano attorno al letto: l’acqua era arrivata fin lì dal soggiorno. Una parte di me non riusciva a capacitarsi dell’enorme quantità di pioggia che era entrata da quelle finestre in così poco tempo, un’altra si interrogava sulle pendenze del pavimento tra soggiorno e camera da letto, un’altra parte era dispiaciuta per la coppia, ma la parte più grande cercava solo di non ridere pensando a loro che dormivano beati mentre nell’appartamento succedeva il finimondo.

Poco dopo è arrivata anche la moglie, tutta trafelata. Aveva cercato di asciugare l’asciugabile, e poi aveva raggiunto il marito. Lei era mortificata, lui invece battagliero ha preso un foglio e ha vergato “Il proprietario deve trovare una soluzione per i mobili rovinati!”.

Ho cercato di spiegare che il proprietario non aveva colpe o responsabilità, e lui mi ha risposto, sempre vigorosamente scrivendo in stampatello, che neanche loro avevano colpa di essere sordi. Uno stallo surreale.

E poi il coup de théâtre: ha preso il telefono in mano, occhi sgranati nei miei, mi fa vedere di nuovo la foto dei mobili rovinati, e dopo essersi alzato in piedi, con un accento che più partenopeo non si poteva ha esclamato – E qui, chipppaaaaaaaga?

Alla fine abbiamo trovato una soluzione con l’assicurazione, e tutti vissero felici e contenti. Con la promessa da parte loro che d’ora in poi avrebbero chiuso le finestre, tutte le sere. Il proprietario dal canto suo si sarebbe impegnato a installare un climatizzatore quanto prima.

Avevo dato per scontato che il signore fosse sordo dalla nascita, visto che in mesi di frequentazioni non l’avevo mai sentito dire qualcosa di più articolato di “Ghmbblbab” e “Mmmmhhhh”, ma se escludiamo l’eugenetica, l’unica spiegazione per il suo accento è che sia stato non-sordo per un tempo sufficiente ad assorbire la musicalità napoletana, ma non sufficiente a ricordare molte parole di senso compiuto. C’è un logopedista in sala che possa fare un po’ di luce, qui?


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